domenica 9 giugno 2013

10 COSA DA FARE E NON FARE PRIMA DI PARTIRE

UN POST GENERATO DA ESPERIENZE PERSONALI.Ecco che sono arrivati i tre mesi estivi in cui fare i salti mortali per inserire le settimane di ferie, fare tutti contenti e scappare dalla propria vita per almeno 10 giorni consecutivi. Indipendentemente dalla meta, ci sono minimo 10 cose da fare e 10 da non fare prima di partire, quindi prendete nota e spuntate quello che avete già fatto, vediamo a che punto siete dei preparativi...

1-DICHIARATE CHE NON SPEDIRETE CARTOLINE. Oggettivamente è difficile trovare una frase nuova ogni anno per tutti, e poi così non rischiate di trovarne una pila a casa per cui dovrete inventare una scusa per non aver risposto. Io puntualmente mi dimentico e le consegno a mano al rientro, tristissimo.

2-ANDATE DAL PARRUCCHIERE A TAGLIARE LE DOPPIE PUNTE E A COMPRARE DEI PRODOTTI SOLARI PER CAPELLI. Non sarebbe bellissimo per un anno provare a minimizzare i danni di salsedine, cloro e sole evitando di tornare sbiadite, stoppose e spampanate?

3-SCREMATE ALMENO TRE VOLTE IL BAGAGLIO. è un classico portarsi via il triplo del necessario, io lo so perchè sono campionessa di overweight, il check in in aeroporto con la pesa del bagaglio mi generano ansie tremende.Quindi tirate fuori tutto quello che vorreste portare almeno tre giorni prima e ogni volta che ci passate davanti chiedetevi se davvero vi serve tutto e levate qualcosa. Anche perchè poi lo shopping da vacanza? Altrimenti fate come me e comprate una valigia aggiuntiva al ritorno di ogni viaggio.

4-INDIVIDUATE PER TEMPO IL TORMENTONE MUSICALE ESTIVO CON ANNESSO BALLO DI GRUPPO.Meglio arrivare preparate.

5-INCARICATE QUALCUNO DI INNAFFIARE LE PIANTE MENTRE NON CI SIETE. E nel caso di tagliare l'erba.Ve lo dice chi quando torna trova sempre le surfinie carbonizzate alle finestre e l' erba alta effetto savana urbana.

6-LASCAITE IN DISPENSA DELLE SCATOLETTE PER IL RITORNO E UN LITRO DI LATTE A LUNGA CONVERSAZIONE. Al ritorno nessuno ha davvero voglia di andare a fare la spesa e rientrare subito nella routine non permette il crogiolarsi nel mal di ferie.

7-BANDITE L'ALCOOL PER UNA SETTIMANA. Vi sgonfierete e comunque recupererete a suon di aperitivi.

8-NON SCRIVETE SU FACE BOOK CHE SIETE VIA. Quante case in più sono state svaligiate grazie agli annunci ingenui di vacanzieri entusiasti...

9-COMPRATE LE CREME SOLARI E UNA SPECIFICA PER IL VISO. O se volete bruciarvi oggi e sembrare dei pani di segale bruciati dopo i 50 anni fate pure.

10- PRENOTATE UNO SCRUB TOTALE DALLA VOSTRA ESTETISTA, in questo modo vi assicurerete un' abbronzatura più uniforme e la vostra pelle sarà pronta per sfruttare i benefici del cambio d'aria.




E ORA LE 10 COSE DA NON FARE.....

1-NON ABBRONZARSI IN CITTà SENZA FILTRI SOLARI.Non è il posto dove ci si abbronza che fa la differenza. Il sole preso in giardino brucia come quello preso a Miami, quindi onde evitare di portarsi già l' eritema da casa....

2-NON PRENDETE IMPEGNI SERI CON UN RAGAZZO\A CHE NON VERRà IN FERIE CON VOI. Rischiate di mangiarvi il fegato tutta la vacanza chiedendovi cosa starà facendo e con chi, oppure peggio, costringerete chi è con voi a sorbirsi pucciose telefonate del tipo,"mi ami ma quanto mi ami? attacca tu, no dai attacca tu..."

3-SE INVECE VI SIETE APPENA MOLLATI NON COMPONETEVI UNA COMPILATION DI CANZONI STRAZIANTI. Portatevi un costume di cemento, più rapido e pratico.

4-NON COMINCIATE A LEGGERE IL LIBRO DELL'ESTATE.Lo finireste prima di sdraiarvi al sole e dovrete ripiegare sul Chi che quella di fianco ha appena finito di sfogliare.

5-NON FATEVI LA FRANGIA E NON SCALATE LE MEZZE LUNGHEZZE. Niente di peggio dell' avere capelli ingestibili al vento e al sole, ripiegando su una valanga di mollettine.

6-NON FATE DIETE LAST MINUTE. Non servono e al primo pranzo buffet del villaggio vi ritrovate sotto il pareo i kg persi accompagnati da altri conosciuti sul posto.

7-NON CHIUDETEVI 18 ORE IN PALESTRA.In una settimana per avere addome scolpito e glutei di marmo, è molto più facile provare a pregare.

8-NON INVITATE L'AMICA LAGNA PERCHè VI FA PENA. Se non ci uscite per l' aperitivo nemmeno a casa, cosa vi fa pensare che averla con voi 24h al giorno possa farvela piacere?

9-NON LAVATE L'ULTIMO GIORNO GLI INTERNI DELL'AUTO CHE POI CHIUDERETE IN GARAGE. O se lo fate, assicuratevi che sia asciutta al 100%. vi assicuro, l' odore di muffa non se ne va nemmeno se poi la lasciate aperta un mese

10-NON LASCIATE NIENTE IN FREEZER E IN FRIGO. Verdure barbute e pozze di gelato liquefatto sono tra i peggiori ben tornato a casa.

venerdì 31 maggio 2013

PERCHE' LEGGERE TI FARA' RESTARE SINGLE.



E pensare che una volta le donne non potevano andare a scuola ed imparare a leggere. Lo facevano di nascosto grazie a qualche mente illuminata.E poi ecco che abbiamo preteso il nostro sacrosanto diritto a chiuderci in biblioteca e divorare pagine e pagine di romanzi e racconti. E sapete cosa ci abbiamo guadagnato oltre che ad una buona proprietà di linguaggio e una nuova apertura mentale Una terribile attitudine all'immedesimazione. Già da piccole, con le fiabe, ci sentivamo come la principessa brava e buona che scruta l'orizzonte per vedere se sarebbe arrivato il principe, chiacchieravamo e cantavamo canzoni all'animale domestico di turno, facevamo le pulizie convinte che in questo modo avremmo accumulato punti presso la fata madrina e ci struggevamo se non eravamo bionde e con gli occhi azzurri (non per niente io ho sempre parteggiato per Belle e Biancaneve).




Poi crescendo abbiamo conosciuto le candide ed erotiche eroine medievali, dalla terribile Angelica del"L'Orlando furioso", alle delicate ed eteree donne della letteratura medievale. E allora via di mascara e matita per avere sguardi magnetici che trafiggessero l'amato, nel tentativo di essere virginee e fatali allo stesso tempo. La domina in bianche vesti che fa contorcere l' uomo con un solo gesto della mano. Ma poi a minare tutte le nostre sicurezze sono giunti i tormentati amori della prosa inglese con le benedette sorelle Bronte con i loro struggenti scritti. Ed ecco tutte a rendere drammatico il rapporto con il fidanzato per avere una storia tormentata come in "Cime Tempestose" ( a mio avviso Bella della saga vampiresca ha fatto da una parte un favore alle ragazzine di tutto il mondo che hanno imparato ad amare un classico. Dall'altro ha banalizzato il duro lavoro della Bronte che ha visto il suo malinconico racconto reinterpretato in chiave emo), o a scoprire seconde donne pazze tenute premurosamente nascoste, con il solo risultato di tornare a casa e decidere che non siamo nate nell'epoca giusta, che ci meritavamo un finale diverso e che oggi tutti gli uomini fanno schifo. Per ripicca proviamo l' attitudine di Manon Lescaut o peggio, proviamo un approccio soffocante e poetico alla Fosca peggiorando la situazione.





Finito il liceo e i drammi dell'adolescenza, il rifiuto della letteratura imposta sui banchi di scuola porta nelle nostre esistenze elementi più simili a noi come Rebecca di Sophie Kinsella, Bridget Jones e compagnia bella di adorabili svampite che ci fanno sperare che inciamperemo anche noi nell' uomo della nostra vita o peggio nel fax simile in carne ed ossa del nuovo bramato Christian Gray, sì il pervertito delle 50 sfumature. Signore, la verità è che una volta chiuso il libro dobbiamo smettere di leggere quello che ci circonda. Vi ricordate Francesca dei lussuriosi di Dante? Il libro galeotto l' ha fatta secca. Non vorremo mica continuare tutta la vita ad aspettare no? scriviamocelo noi il nostro lieto fine, perché oggi il principe si ferma più facilmente a parlare con chi non ha letto o dimostra di non averlo fatto in modo così attento. Teniamoci le astuzie delle nostre eroine, ma non cerchiamo l' Heathcliff del 2013.
Accontentarsi? MAI, ma affrontare la caccia con meno orgoglio e pregiudizio ma con occhio contemporaneo e razionale, può salvarci da tanti falsi azzurri sul bianco destriero.


mercoledì 8 maggio 2013

NOTIZIA STRAORDINARIA! LA TAGLIA è SOLO UN NUMERO!

Un momento epifanico da condividere, qualcosa che cambierà il vostro modo di fare shopping e di guardarvi allo specchio. Quante volte siamo andate a fare spese decidendo di dare alla commessa la responsabilità di decidere qual' e' la taglia adatta a noi? Chi guardando "il diavolo veste Prada" non e' uscita dal cinema sognando una 40? Quante di voi si sentono uno schianto finche' uscendo da un camerino non si trovano a comprare una taglia in piu' del previsto? Oppure speravano che il modello visto su una rivista cadesse loro addosso come alla modella stampata, photoshoppata e affamata dalla sua agenzia? Noi donne possiamo essere spesso banalmente fragili. E siamo sempre dietro a criticarci o a fingere che non ci importi che quella accanto a noi sulla metro e' piu' asciutta, che ci faccia piacere che il nostro ragazzo ci pizzichi la maniglietta dell' amore. E compriamo di nascosto le spanx e d' inverno ci tiriamo i collant contenitivi fino al mento, andiamo in giro pancia dentro petto in fuori come i bersaglieri e se ci sentiamo gonfie come le amiche della Marcuzzi ci imbozzoliamo in strati di tessuto. Non so voi ma la vita mi sembra gia' abbastanza complessa cosi', senza che ci struggiamo perche' abbiamo lasciato la 38 superati i 12 anni o il metro e quaranta.Non sto scrivendo un post contro la magrezza eccessiva e nemmeno urlo all' abbuffata. Avrete certo notato che in tutti i negozi le taglie sono leggermente differenti.E poi c'è quella americana e quella europea e la 0 e la S e la 27 e la 42.... Aprendo l' armadio, mi sono resa conto che se qualcuno volesse regalarmi dei jeans e cercasse la taglia guardando quelli appesi, credo me lo ritroverei in un angolino a far di conto per fare una media di tutti i numeri che ha trovato. Se il pantalone si chiude ma ci fa, per usare un termine americano che ben rende l' idea, i "muffin top", ossia ti strizza i fianchi creando l' effetto del muffin che straborda dal pirottino, compriamo una taglia in più: non ci faremo ridere dietro e riusciremo a sederci. La taglia e' una cosa da addetto ai lavori. Serve al sarto e al modellista per creare l' abito. I vestiti devono cadere bene sul corpo ed esaltare i punti forti. Ben venga la M se nel vestitino S sembriamo delle soppressate, se ho la pancia piatta perché nascondere ore di palestra nei magliettoni L? Se voglio un pantalone comodo e non amo lo skinny jeans anche se potrei permettermelo, non compro un bragone di due taglie piu' grandi, cambio modello e tessuto. La gonna va bene in vita ma il sedere brasiliano la fa arrampicare ad ogni passo? Lascia perdere! E poi che cosa terribile la classificazione vegetale delle forme. Io ho scoperto di essere la donna peperone, e mi accompagno a donne pera, mela, banana e sedano. Filiformi o tutte curve, piatte o maggiorate, impariamo a fare acquisti guardando lo specchio e non l' etichetta: faremo uno shopping migliore e ci sentiremo finalmente belle e sicure di noi stesse. Facile? No di certo. Ma quando mai noi donne cerchiamo la via piu' semplice?

domenica 14 aprile 2013

EREDI DI MANERO FIGLI DELLA NOTTE

Nei romanzi e nei film storici, la scena del ballo è quella che offre sempre un quadro generale della società. L'uomo danza da quando è apparso sulla terra, che sia per festeggiare, per invocare gli dei o per caricarsi prima di una battaglia. You tube è colmo di video di bambini piccoli e piccolissimi che sgambettano a ritmo di musica. Ancora oggi se ci si vuol fare un' idea generale della composizione del tessuto sociale la discoteca offre un punto d'osservazione da non sottovalutare. O per lo meno è un ottimo modo per vedere come sono davvero le persone al di fuori del rigido contesto quotidiano. Insospettabili commercialisti e avvocati si lanciano nelle danze più sfrenate, la segretaria remissiva getta gli occhiali e scioglie lo chignon, si strizza in un abitino nero e mette in pratica la definizione di quel genio di Woody Allen:" LA DANZA è ESPRESSIONE VERTICALE DEL DESIDERIO ORIZZONTALE". In discoteca nessuno ha più età. Trovi il quarantenne che ti approccia gridandoti nell'orecchio che ha fatto i 20 anni (già, 20 anni prima), le quattordicenni ultra procaci che si cambiano in bagno tirandosi su il seno in magici push up e ripassando la bocca con la tonalità "rosso battona", lasciano arrampicare la gonna sulle gambe infantili a sottolineare forme nuove di pacca. Al bar si sgomita per farsi ascoltare da baristi con l' orecchio bionico che nessuno sa come facciano ad isolare l' ordine dal marasma generale, e ti allungano cocktail che da bravo equilibrista devi far arrivare al privè prima di essere urtato dagli invasati che ballano e saltano in gruppo intonando "bevo bevo sono sbronzo e son contento". Mi piacerebbe chiamarli la mattina dopo. Ma l' alcool è elemento fondamentale, non tanto per sballare, almeno per le ragazze, ma per anestetizzare il dolore lancinante che sale dalle scarpe con il tacco che si ribellano al salto sincopato a ritmo della House ( " Bella zio!Dio mi ha dato la vita e io la vivo per la House".) Ci si cerca di muovere compressi in un gruppo che sa di alcool, corpi umani, dopo barba, profumi dozzinali e sudore. Ci sono le coppie che cercano di fare numeri rischiando solo di finire risucchiati ai due lati opposti della sala. Cerchi di non perdere di vista con chi sei arrivato, e quasi ti viene voglia di proporre la stessa maglietta fluorescente per la prossima volta, per fare gruppo. Improbabili cubiste di 90 kg ondeggiano sulla folla e poi proprio mentre ti sembra di intravedere il tuo tavolo, il tecnico delle luci fa partire le psichedeliche e tutto si muove a scatti e la folla come un' onda tratteggiata ti sommerge e tu scopri che sono solo le 2 e mancano almeno due ore alla tua uscita di scena. Allora prendi un bel respiro, ti prendi il tuo spazio a gomitate nelle costole a gente che è già tanto se si ricorda dove si trova e braccia al cielo cominci a saltare invasata più di tutti, "e gira tutta la stanza" mentre ti trasformi in"Britney bitch" e danzi come "zingare del deserto", butti indietro la testa al revival della Carrà pregando che domani il fisiatra abbia tempo di vederti. Ma intanto "poroppopo" con D'Agostino e "Dabudidabada" con gli Eifel 65, minacci di slogarti il bacino sculettando su dj Antoin e Bob Sinclair e sì, accetti anche la pacca sul sedere arrivata da cielo. Sudata e devastata raggiungi la toilette per vedere se la faccia sta ancora insieme e...orrore! l' ombretto del tuo smokey eye è scivolato proprio in area occhiaie facendoti sembrare il fantasma della metro di Ghost, il rossetto è un lontano ricordo, la gonna sta pericolosamente risalendo a voler diventare la fascia per capelli per cui sembra essere stata creata date le dimensioni, i capelli sono crespi per la super cool sbuffata di fumo bianco dalle consolle del dj. Vorresti usare la toilette ma senti conati poco rassicuranti da dietro le porte chiuse e pensi che piuttosto che inginocchiarti a vomitare su quel pavimento ti lasceresti schiacciare dalla folla di aspiranti Travolta in sala. L immagine riflessa suggerisce che è ora di tornare a casa. Crolli a letto ancora vestita e la mattina, o meglio qualche ora dopo, ti svegli rintronata e paradossalmente più viva che mai. E aspetti tutta la settimana per rimetterti alla prova.

venerdì 29 marzo 2013

QUALITà VS QUANTITà. LA GENERAZIONE DELLA MODA USA E GETTA






Zara, H&M, Stradivarius, Bershka, Subdued, Mango, Aldo... Ormai non si contano più. I punti vendita di moda low cost a Milano hanno invaso vie del centro, della periferia e i centri commerciali: sono sempre pieni, non conoscono crisi, fanno prezzi stracciati proponendo capi moda che riproducono nel disegno i capi di sartoria e riportano le stampe e le fantasie in linea con il trend del momento. Collaborano con stilisti e star, fanno capsule collection per supportare questa e quella causa, si fanno pubblicità con testimonial più o meno famosi.

Sono gli anni della moda usa-e-getta, in cui stiamo sacrificando la qualità alla quantità. E sono io la prima ad aprire l'armadio e notare che i capi di grandi marchi o di buona fattura stanno ferocemente combattendo per non essere sommersi da quello più cheap. Poi sono sempre io la prima a dire che bisogna saper mixare, che dobbiamo avere tutti dei capi base di alta qualità a cui abbinare il pezzo low budget che fa tendenza e che non ci resta sul groppone la stagione successiva. Ci sono però anche i contro. Per quanto una li sappia portare, si tratta di capi con una vita utile ridotta, che non hanno l'orlo finito a puntino, o che fanno i pallini dopo 4 lavaggi. Ma soprattutto per quanto il ricambio di merci sia frequente l' effetto divisa è assicurato. Tutte con il jeans a leggings e il golfino lungo, piuttosto che tutte con il chiodo di simil pelle, la camicia a scacchi e il cappello di lana o ancora il peggio quando si esce la sera e tutte hanno la stessa borsetta o lo stesso abitino poco impegnativo di leggerissima viscosa.

Colgo l' occasione per sottolineare che la moda usa-e-egetta non è un fenomeno eco sostenibile. Sì, mi tirerete in ballo la storia della linea bio di H&M, ma mi preme ricordare che il GUARDIAN già nel 2008 denunciava il fenomeno della "mc Fashion" per l' impatto ambientale, la massiccia produzione di diossine e lo sfruttamento della manodopera. Non invito certo al boicottaggio di un sistema che dà lavoro a migliaia di persone, ma a non fare acquisti a cuor leggero.



Con la crisi investire in capi di qualità a volte può essere un sacrificio. In genere il capo di sartoria lo si va a cercare all' outlet e , a testimonianza del cambio dei tempi, se vuoi un oggetto di qualità, unico e originale, per tutti i giorni, punti sul vintage.A questo proposito segnalo Vintage Afro Picks sia sul web che direttamente via facebook dove trovare capi anni "80-"90 , e i negozi il Vintage Spirit Mutistore in via Cantore 3, il Cameo in via Fiori Chiari e lo storico Cavalli e Nastri in via Gian Giacomo Mora 3.



Queste catene oltre ad ammazzare il mercato dei beni di qualità (e non faccio riferimento al mercato del lusso che ne soffre in maniera marginale), si sta proponendo anche nella forma come un sostituto a basso profilo di negozi cult per la loro avanguardia. I nuovi fratelli di H&M, "COS" e il recentissimo "& OTHER", con i loro capi dal sapore di design scandinavo e i loro concept store rendono la vita difficile a negozi famosi da tempo per la loro avanguardia come Frip (porta Ticinese 16 , Zap( via Quintiliano 33), il Purple( colonne di san Lorenzo al numero 22), Tad (via Statuto ).

Torniamo a ricercare la bella mano dei tessuti, le cuciture ben eseguite, i tagli di alto profilo. C'è bisogno di riscoprire uno stile personale che vada al di là della proposta moda della settimana, c'è bisogno di coerenza. Una volta identificato il nostro profilo fashion, sarà più facile capire dove indirizzarci. Salviamo le boutique, il buon gusto milanese, il made in Italy. Non smettiamo di acquistare i capi delle grandi catene , ma cerchiamo di farlo non tanto con la foga del buffet a prezzo fisso, anche perchè alla fine 5 paia di pantaloni a 15 euro sono una spesa di 75,quindi a conti fatti ci troviamo comunque a spendere cifre non indifferenti per un qualcosa che non ci durerà nel tempo. E' il momento del cambio dell'armadio. Questa stagione facciamolo con tattica e furbizia.

venerdì 15 marzo 2013

ANCORA NON LO SAI MA STASERA CUCINI TU

Perchè tutti possono cucinare. Se chiunque si metta d'impegno può montare un mobile Ikea, allora significa che con le istruzioni alla mano tutto può essere fattibile. Certo, io dubito fortemente di poter montare un letto a castello anche se mi fornissero un libro illustrato e tutto il corredo di viti e vitine necessarie, ma se i pezzi sono pochi e i passaggi sono semplici credo di potermi cimentare con discreto successo. Lo stesso vale per la cucina. Basta metterci fantasia e un minimo di attitude, tirarsela un po' e credere di farcela e il gioco è fatto. Ecco allora il menù scenoso a prova di surgelato-addicted, al quale ne potranno seguire altri se questo articolo avrà successo e mi farete sapere se siete riusciti nell'impresa. Perché vuoi mettere la soddisfazione di stupire genitori-sorelle-fratelli-fidanzati che vi hanno sempre tenuto alla larga dai fornelli o vi hanno reputato il dito più veloce del west nel comporre il numero della pizza a domicilio? Allora cominciamo.


ANTIPASTO AL BICCHIERE: CREMA DI BUFALA CON VERDURE ALLA GRIGLIA





Vi serviranno delle verdure alla griglia miste (anche surgelate ma non condite), quali zucchine, melanzane e peperoni.
Una mozzarella di bufala.
Due cucchiai di panna da cucina.
Pesto pronto o fatto in casa due cucchiai.

Innanzi tutto i bicchierini, io li ho acquistati usa e getta al supermercato quindi non mettetevi subito le mani nei capelli se non li avete nel corredo di stoviglie.

Scongelate o grigliate le verdure, tagliatele a quadretti e mettetele da parte condite con il pesto (se lolete farlo voi, mettete nel mixer una manciata di foglie di basilico, un cucchiaio di pinoli,uno di pecorino o parmigiano e due cucchiai di olio).

Con un frullatore a immersione frullate la mozzarella a pezzi con la panna e una macinata di pepe se vi piace.

Alternate la crema di bufala alla dadolata di verdure all' interno dei bicchierini.

ORATA AL FORNO CON VERDURE





Non spaventatevi, se c'è una cosa facilissima da fare e che fa una gran scena è il pesce intero al forno. Procuratevi una piccola orata (250-400 g) a persona o una grande ogni due (dai 500g in sù). Al supermercato le trovate intere eviscerate. Oppure andate in pescheria o al mercato ma ricordate di controllare siano eviscerate. Riempite la pancia del pesce con aglio e rosmarino e un quarto di limone. adagiate i pesci nella teglia foderata di carta forno e spennellate con un goccio d' olio. Mettete nella teglia cubetti di verdure a piacere come zucchine, pomodori e peperoni. Se volete mettere le patate dovete prima farle sbollentare qualche minuto o rimarranno crude. Stessa cosa per le cipolle se doveste avere il desiderio di questi due ortaggi. Irrorate anche le verdure con un filo d' olio, salate e infornate il tutto in forno già caldo a 150 gradi per 35-40 minuti .


CHEESECAKE AL FICO

Che poi se non vi piacciono i fichi potete usare qualunque frutto preferiate, le mele ad esempio o le albicocche o le pere. Fresche, sciroppate o secche con marmellata dello stesso gusto in abbinamento. In questo caso mettete in ammollo una quindicina di fichi secchi in acqua calda e lasciateli gonfiare. intanto vi serviranno anche

200g di qualunque biscotto abbiate in casa.
50g di burro.
250g di philadelphia e 250g di ricotta
4 uova
una busta di zucchero a velo







Preriscaldate il forno a 160 gradi. Prendete il frullatore e metteteci i biscotti e il burro. Frullate e il composto di briciole usatelo per fare il fondo di una tortiera che avrete precedentemente foderato di carta forno. Se non bastasse per uno strato di mezzo centimetro aggiungete qualche biscotto. Mettete in frigo e proseguiamo con la farcia. Nel frullatore liberato dalle briciole mettete i restanti ingredienti tranne la marmellata e la frutta scelte. Recuperate la base dal frigo, adagiatevi i fichi scolati o la frutta che avete scelto e versate sopra la crema dolce di formaggio. Infornate per 45 minuti. Una volta cotta lasciate raffreddare perfettamente. Sarebbe perfetto se riposasse almeno 2 orette in frigorifero. Prima di servire spalmate la superficie con la marmellata.

E adesso tocca voi... e fatemi sapere!

giovedì 7 marzo 2013

LA GITA SCOLASTICA

Ah le gite scolastiche.C'è qualcosa di più terrorizzante? Fino alla prima gita seria da bimbi grandi in quinta elementare, la gita si è trasformata in un incubo. Prima era bello,la gita che dura tutto il giorno ma poi ti riporta sana e salva a casa.Ah,il ricordo del pranzo al sacco sempre abbondante come se il bambino andasse in guerra.Colazione (ma mamma l' ho appena fatta!), succhi di frutta contro cali di zuccheri (minaccia tangibile se le suore organizzano marce estenuanti per borghi e paeselli) ,panini 1000 gusti,dalla cotoletta al prosciutto innocente,dalla michetta con la mortazza al panino con la porchetta, pane e salame o addirittura il panino con la lingua ( della serie "sfido qualunque bullo a rubarmi il pranzo"].Torte fatte in casa e frutta. In genere dal pulman vengono estratti zaini Seven dal fondo macchiato di un succo di pera che inevitabilmente è esploso sotto il peso del resto delle provviste, piuttosto che la banana ben spalmata nell' Invicta lasciato al caldo.E che delusione nell aprire il Kinder cereali e scoprire che devi leccarlo dalla carta.Io non ho mai avuto bibite in gita, sempre the e acqua. Pani speciali tipo segale o semi di papavero con verdure alla griglia e primo sale o prosciutto insalata e pomodori(mia nonna una volta, trasgressiva mi ha fatto la focaccia con il lardo,pane e cotoletta e un croissant salato con cotto e fontina.Ho preso tutta la cornucopia di leccornie e mi sono messa quatta quatta dietro un cespuglio, per evitare di far fare assaggi].Una volta sull obbiettivo della macchina fotografica mi si è sfrittellaTo un pezzo di strudel. Poco male visto che fino all' avvento della digitale la mia ansia nell' aprire la busta del fotografo che aveva sviluppato l' immancabile usa e getta, era ripagata da 45 foto con il dito.
E poi i posti in pulman. Gli sfigati vomitosi con il mal d' auto davanti, i bimbi fighetti dietro in fila lunga. Io in genere ero in penultima/terzultima fila, puntualmente in ginocchio verso i bimbi fighetti a farmi riprendere dalla maestra.
E le canzoni? Io cresciuta con Jhon Denver,Baglioni, Battisti, Concato, Gino Paoli, Pino Daniele, Rod Stewart.....facevo finta di cantare gli 883 di cui tutt' ora non so che qualche ritornello.Non Vi dico quando mi hanno regalato il cd dei luna pop,l' ho imparato tutto subito.E i lettori cd senza l' anti shock, che al primo dosso saltavano?
Ah bei tempi....il pensierino da portare a casa per la mamma, il papà, la sorella, la nonna, la zia, la bis prozia etc....che in genere era per tutti il portachiavi o giù di lì.Io, sapendo che i miei la tenere ciofeca l' avrebbero fatta sparire, ho sempre optato per il miele dei frati di Chiaravalle, le riflessioni di Don Bosco,il cd con i canti dei frati della Certosa di Pavia...anche perchè non ho mai trovato nemmeno una volta il nome di un parente sul porta uovo in legno o sul portachiavi o la tazza da gift shop. E non vanto collezionisti di campanelle, ditali in ceramica o cucchiaini che in genere facilitano il compito al bimbo che con i soldi contati interpella "suor Maria contabile" per saper a quanto ammonterebbe la spesa aggiungendo agli acquisti l' immaginetta tridimensionale di Padre Pio.
E voi che ricordi avete delle vostre gite delle elementari e delle medie?