venerdì 29 marzo 2013

QUALITà VS QUANTITà. LA GENERAZIONE DELLA MODA USA E GETTA






Zara, H&M, Stradivarius, Bershka, Subdued, Mango, Aldo... Ormai non si contano più. I punti vendita di moda low cost a Milano hanno invaso vie del centro, della periferia e i centri commerciali: sono sempre pieni, non conoscono crisi, fanno prezzi stracciati proponendo capi moda che riproducono nel disegno i capi di sartoria e riportano le stampe e le fantasie in linea con il trend del momento. Collaborano con stilisti e star, fanno capsule collection per supportare questa e quella causa, si fanno pubblicità con testimonial più o meno famosi.

Sono gli anni della moda usa-e-getta, in cui stiamo sacrificando la qualità alla quantità. E sono io la prima ad aprire l'armadio e notare che i capi di grandi marchi o di buona fattura stanno ferocemente combattendo per non essere sommersi da quello più cheap. Poi sono sempre io la prima a dire che bisogna saper mixare, che dobbiamo avere tutti dei capi base di alta qualità a cui abbinare il pezzo low budget che fa tendenza e che non ci resta sul groppone la stagione successiva. Ci sono però anche i contro. Per quanto una li sappia portare, si tratta di capi con una vita utile ridotta, che non hanno l'orlo finito a puntino, o che fanno i pallini dopo 4 lavaggi. Ma soprattutto per quanto il ricambio di merci sia frequente l' effetto divisa è assicurato. Tutte con il jeans a leggings e il golfino lungo, piuttosto che tutte con il chiodo di simil pelle, la camicia a scacchi e il cappello di lana o ancora il peggio quando si esce la sera e tutte hanno la stessa borsetta o lo stesso abitino poco impegnativo di leggerissima viscosa.

Colgo l' occasione per sottolineare che la moda usa-e-egetta non è un fenomeno eco sostenibile. Sì, mi tirerete in ballo la storia della linea bio di H&M, ma mi preme ricordare che il GUARDIAN già nel 2008 denunciava il fenomeno della "mc Fashion" per l' impatto ambientale, la massiccia produzione di diossine e lo sfruttamento della manodopera. Non invito certo al boicottaggio di un sistema che dà lavoro a migliaia di persone, ma a non fare acquisti a cuor leggero.



Con la crisi investire in capi di qualità a volte può essere un sacrificio. In genere il capo di sartoria lo si va a cercare all' outlet e , a testimonianza del cambio dei tempi, se vuoi un oggetto di qualità, unico e originale, per tutti i giorni, punti sul vintage.A questo proposito segnalo Vintage Afro Picks sia sul web che direttamente via facebook dove trovare capi anni "80-"90 , e i negozi il Vintage Spirit Mutistore in via Cantore 3, il Cameo in via Fiori Chiari e lo storico Cavalli e Nastri in via Gian Giacomo Mora 3.



Queste catene oltre ad ammazzare il mercato dei beni di qualità (e non faccio riferimento al mercato del lusso che ne soffre in maniera marginale), si sta proponendo anche nella forma come un sostituto a basso profilo di negozi cult per la loro avanguardia. I nuovi fratelli di H&M, "COS" e il recentissimo "& OTHER", con i loro capi dal sapore di design scandinavo e i loro concept store rendono la vita difficile a negozi famosi da tempo per la loro avanguardia come Frip (porta Ticinese 16 , Zap( via Quintiliano 33), il Purple( colonne di san Lorenzo al numero 22), Tad (via Statuto ).

Torniamo a ricercare la bella mano dei tessuti, le cuciture ben eseguite, i tagli di alto profilo. C'è bisogno di riscoprire uno stile personale che vada al di là della proposta moda della settimana, c'è bisogno di coerenza. Una volta identificato il nostro profilo fashion, sarà più facile capire dove indirizzarci. Salviamo le boutique, il buon gusto milanese, il made in Italy. Non smettiamo di acquistare i capi delle grandi catene , ma cerchiamo di farlo non tanto con la foga del buffet a prezzo fisso, anche perchè alla fine 5 paia di pantaloni a 15 euro sono una spesa di 75,quindi a conti fatti ci troviamo comunque a spendere cifre non indifferenti per un qualcosa che non ci durerà nel tempo. E' il momento del cambio dell'armadio. Questa stagione facciamolo con tattica e furbizia.

venerdì 15 marzo 2013

ANCORA NON LO SAI MA STASERA CUCINI TU

Perchè tutti possono cucinare. Se chiunque si metta d'impegno può montare un mobile Ikea, allora significa che con le istruzioni alla mano tutto può essere fattibile. Certo, io dubito fortemente di poter montare un letto a castello anche se mi fornissero un libro illustrato e tutto il corredo di viti e vitine necessarie, ma se i pezzi sono pochi e i passaggi sono semplici credo di potermi cimentare con discreto successo. Lo stesso vale per la cucina. Basta metterci fantasia e un minimo di attitude, tirarsela un po' e credere di farcela e il gioco è fatto. Ecco allora il menù scenoso a prova di surgelato-addicted, al quale ne potranno seguire altri se questo articolo avrà successo e mi farete sapere se siete riusciti nell'impresa. Perché vuoi mettere la soddisfazione di stupire genitori-sorelle-fratelli-fidanzati che vi hanno sempre tenuto alla larga dai fornelli o vi hanno reputato il dito più veloce del west nel comporre il numero della pizza a domicilio? Allora cominciamo.


ANTIPASTO AL BICCHIERE: CREMA DI BUFALA CON VERDURE ALLA GRIGLIA





Vi serviranno delle verdure alla griglia miste (anche surgelate ma non condite), quali zucchine, melanzane e peperoni.
Una mozzarella di bufala.
Due cucchiai di panna da cucina.
Pesto pronto o fatto in casa due cucchiai.

Innanzi tutto i bicchierini, io li ho acquistati usa e getta al supermercato quindi non mettetevi subito le mani nei capelli se non li avete nel corredo di stoviglie.

Scongelate o grigliate le verdure, tagliatele a quadretti e mettetele da parte condite con il pesto (se lolete farlo voi, mettete nel mixer una manciata di foglie di basilico, un cucchiaio di pinoli,uno di pecorino o parmigiano e due cucchiai di olio).

Con un frullatore a immersione frullate la mozzarella a pezzi con la panna e una macinata di pepe se vi piace.

Alternate la crema di bufala alla dadolata di verdure all' interno dei bicchierini.

ORATA AL FORNO CON VERDURE





Non spaventatevi, se c'è una cosa facilissima da fare e che fa una gran scena è il pesce intero al forno. Procuratevi una piccola orata (250-400 g) a persona o una grande ogni due (dai 500g in sù). Al supermercato le trovate intere eviscerate. Oppure andate in pescheria o al mercato ma ricordate di controllare siano eviscerate. Riempite la pancia del pesce con aglio e rosmarino e un quarto di limone. adagiate i pesci nella teglia foderata di carta forno e spennellate con un goccio d' olio. Mettete nella teglia cubetti di verdure a piacere come zucchine, pomodori e peperoni. Se volete mettere le patate dovete prima farle sbollentare qualche minuto o rimarranno crude. Stessa cosa per le cipolle se doveste avere il desiderio di questi due ortaggi. Irrorate anche le verdure con un filo d' olio, salate e infornate il tutto in forno già caldo a 150 gradi per 35-40 minuti .


CHEESECAKE AL FICO

Che poi se non vi piacciono i fichi potete usare qualunque frutto preferiate, le mele ad esempio o le albicocche o le pere. Fresche, sciroppate o secche con marmellata dello stesso gusto in abbinamento. In questo caso mettete in ammollo una quindicina di fichi secchi in acqua calda e lasciateli gonfiare. intanto vi serviranno anche

200g di qualunque biscotto abbiate in casa.
50g di burro.
250g di philadelphia e 250g di ricotta
4 uova
una busta di zucchero a velo







Preriscaldate il forno a 160 gradi. Prendete il frullatore e metteteci i biscotti e il burro. Frullate e il composto di briciole usatelo per fare il fondo di una tortiera che avrete precedentemente foderato di carta forno. Se non bastasse per uno strato di mezzo centimetro aggiungete qualche biscotto. Mettete in frigo e proseguiamo con la farcia. Nel frullatore liberato dalle briciole mettete i restanti ingredienti tranne la marmellata e la frutta scelte. Recuperate la base dal frigo, adagiatevi i fichi scolati o la frutta che avete scelto e versate sopra la crema dolce di formaggio. Infornate per 45 minuti. Una volta cotta lasciate raffreddare perfettamente. Sarebbe perfetto se riposasse almeno 2 orette in frigorifero. Prima di servire spalmate la superficie con la marmellata.

E adesso tocca voi... e fatemi sapere!

giovedì 7 marzo 2013

LA GITA SCOLASTICA

Ah le gite scolastiche.C'è qualcosa di più terrorizzante? Fino alla prima gita seria da bimbi grandi in quinta elementare, la gita si è trasformata in un incubo. Prima era bello,la gita che dura tutto il giorno ma poi ti riporta sana e salva a casa.Ah,il ricordo del pranzo al sacco sempre abbondante come se il bambino andasse in guerra.Colazione (ma mamma l' ho appena fatta!), succhi di frutta contro cali di zuccheri (minaccia tangibile se le suore organizzano marce estenuanti per borghi e paeselli) ,panini 1000 gusti,dalla cotoletta al prosciutto innocente,dalla michetta con la mortazza al panino con la porchetta, pane e salame o addirittura il panino con la lingua ( della serie "sfido qualunque bullo a rubarmi il pranzo"].Torte fatte in casa e frutta. In genere dal pulman vengono estratti zaini Seven dal fondo macchiato di un succo di pera che inevitabilmente è esploso sotto il peso del resto delle provviste, piuttosto che la banana ben spalmata nell' Invicta lasciato al caldo.E che delusione nell aprire il Kinder cereali e scoprire che devi leccarlo dalla carta.Io non ho mai avuto bibite in gita, sempre the e acqua. Pani speciali tipo segale o semi di papavero con verdure alla griglia e primo sale o prosciutto insalata e pomodori(mia nonna una volta, trasgressiva mi ha fatto la focaccia con il lardo,pane e cotoletta e un croissant salato con cotto e fontina.Ho preso tutta la cornucopia di leccornie e mi sono messa quatta quatta dietro un cespuglio, per evitare di far fare assaggi].Una volta sull obbiettivo della macchina fotografica mi si è sfrittellaTo un pezzo di strudel. Poco male visto che fino all' avvento della digitale la mia ansia nell' aprire la busta del fotografo che aveva sviluppato l' immancabile usa e getta, era ripagata da 45 foto con il dito.
E poi i posti in pulman. Gli sfigati vomitosi con il mal d' auto davanti, i bimbi fighetti dietro in fila lunga. Io in genere ero in penultima/terzultima fila, puntualmente in ginocchio verso i bimbi fighetti a farmi riprendere dalla maestra.
E le canzoni? Io cresciuta con Jhon Denver,Baglioni, Battisti, Concato, Gino Paoli, Pino Daniele, Rod Stewart.....facevo finta di cantare gli 883 di cui tutt' ora non so che qualche ritornello.Non Vi dico quando mi hanno regalato il cd dei luna pop,l' ho imparato tutto subito.E i lettori cd senza l' anti shock, che al primo dosso saltavano?
Ah bei tempi....il pensierino da portare a casa per la mamma, il papà, la sorella, la nonna, la zia, la bis prozia etc....che in genere era per tutti il portachiavi o giù di lì.Io, sapendo che i miei la tenere ciofeca l' avrebbero fatta sparire, ho sempre optato per il miele dei frati di Chiaravalle, le riflessioni di Don Bosco,il cd con i canti dei frati della Certosa di Pavia...anche perchè non ho mai trovato nemmeno una volta il nome di un parente sul porta uovo in legno o sul portachiavi o la tazza da gift shop. E non vanto collezionisti di campanelle, ditali in ceramica o cucchiaini che in genere facilitano il compito al bimbo che con i soldi contati interpella "suor Maria contabile" per saper a quanto ammonterebbe la spesa aggiungendo agli acquisti l' immaginetta tridimensionale di Padre Pio.
E voi che ricordi avete delle vostre gite delle elementari e delle medie?

venerdì 22 febbraio 2013

MUSIC AND MOOD






Il bello, o meglio un bello, di quest'epoca è che possiamo portarci la nostra musica ovunque, con una semplicità e una libertà assoluta. E chi sento dire che siamo una generazione di asociali che gira con le cuffie ad arco o ci omologhiamo alla tribù degli auricolari bianchi, dico che nella gran parte dei casi invece siamo un gruppo di sognatori e pensatori. Non scappiamo dall'altro, ma fuggiamo il rumore e l' inutile, riempiamo il vuoto con i sogni che per ora possiamo solo scrivere in liste d'attesa, con i pensieri che una società pirandelliana non ci consente di esprimere perchè non sono parte del copione assegnato al nostro personaggio.





"Che musica ti piace?". Questa, assieme al circostanziale "come stai?", rientra nelle domande più prive di fondamento. Chiederemmo mai a una persona "qual'è il tuo stato d' animo preferito?". Una risposta a una simile domanda mi fa già immaginare l' interlocutore pronto con un adesivo con cui etichettarci, dal ribelle metallaro alla svampita new age. La musica è MOOD signori, è come le nuvole, corre e muta, e la sua mutevolezza non dipende solo da CHI ascolta ma anche dal QUANDO. Come una mattina le note di "Onde" di Einaudi possono carezzare l'anima, il giorno dopo o l' ora dopo possono infrangersi quasi a voler spaccare lo scoglio della nostra persona. Le parole leggere che sgorgano dalle labbra glitterate di Katy Perry possono dipingere a cupi colori la nostra confusione sentimentale o possono farci sentire giulive e colorate come può apparire lei. Battisti abbatte e sprona, Baglioni uccide o ci dà la carica per i grandi gesti, la disco ci fa affrontare la mattina come leoni e poi ci nausea la sera quando siamo a pezzi e le note elettriche friggono e ustionano un Io stremato per reagire.





"Togli le cuffie e parla con noi". E abbandoni la poesia di quella goccia che scivola sul parabrezza, fonte di innumerevoli spunti neanche l' avesse poggiata lì Ungaretti, e ti ritrovi a discutere dello shatush inverso sfoggiato dalla Balti a Sanremo. "Sei tra i vivi? dai e spegni quell'I-pod". E il rock urlato, anarchico e sordo lo si ammazza con un colpetto di polpastrello, ed ecco che sotto le borchie e le giacche di pelle, il sudore e le grida trovi che sono rimasti i problemi quotidiano che speravi spazzati via dal vento delle casse.

PLEASE DON'T TOUCH OUR MUSIC.

martedì 12 febbraio 2013

VIVISEZIONE E ANALISI DI CUPIDO









Questo non vuole essere un articolato su i tipi da san Valentino, e nemmeno una lista di suggerimenti di cosa da fare o da evitare. Perchè se si scrive di cose che non si conoscono, si finisce sempre con lo scrivere testi vuoti. Perché io di san Valentino non ne ho mai festeggiato uno, perché non sono mai stata in coppia il 14 febbraio. Ma vi rassicuro dicendovi che non credo nemmeno che il 15 sia la festa dei single. piuttosto un'occasione per far scorte di cioccolatini in saldo. Stavo facendo una riflessione sul fatto che san Valentino orami sia passata a festa da celebrarsi lontano dal pubblico giudizio. Se chiedi in giro ti diranno che è solo una stupidata, una scusa per vendere dolci, l'occasione per spendere soldi ed investire in rapporti che non sono sufficientemente intensi da richiedere una celebrazione piuttosto che in relazioni assodate al punto da non necessitare di conferme. Mi sono fatta l'idea che stia facendo la stessa fine del Natale, sempre più commerciale e sempre meno sentito. non sto certo dando alle due date lo stesso peso ed universalità, ma credo che come per i credenti ogni giorno dovrebbe essere Natale (e non nel senso di tenere gli addobbi esposti tutto l anno), allo stesso modo per ogni coppia dovrebbe essere sempre( o comunque spesso) san Valentino. Come fare doni e chiamare amici persi di vista a Natale può sembrare ipocrita, allo stesso modo lo è la coppia che si porta fuori solo il 14, con lei che tira fuori la biancheria di pizzo e lui che fa la chiamata annuale al fiorista: appare molto come una recita, un imposizione. Ed ecco che allora anche quella che potrebbe essere un' occasione per riaccendere le cose, per ricordarsi l' uno dell' altra e per riscoprirsi innamorati, diventa un peso e una scadenza odiosa su cui glissare. Sempre da osservatore esterno io dico che san Valentino andrebbe rivalutato, spogliato di tutti quegli orpelli di cattivo gusto che l'hanno reso la consacrazione del kitch (anche se confesso che tanto per provare non disdegnerei una rosa, un biglietto sdolcinato da diabete e magari i Baci Perugina quelli bianchi da "grande occasione"). Sarebbe bello se quest' anno le coppie che di comune accordo saltano a piè pari la casella del calendario, dedicassero almeno un momento per ricordare il primo appuntamento, le piccole cose che hanno fatto riconoscere nel partner l'altra metà della mela. Che chi sta insieme da poco non si sentisse obbligato a stupire ma piuttosto ad assaporare in pieno le fasi tra corteggiamento e presa coscienza della fortuna di provare anche un momentaneo batticuore. E i single non si inacidiscano. E' la festa degli innamorati e tutti siamo innamorati di qualcuno o di qualcosa. che sia il giorno dedicato a ciò che ci fa venire le palpitazioni, che ci rende euforici e vivi. Tanto se proprio proprio, il 15 c'è tutto il tempo per affogarci di Baci e prendere in mano Bridget Jones che ci dà sempre la speranza che da qualche parte lui ci sia. Anche se è un po' miope.

venerdì 8 febbraio 2013

GRATIS è BELLO



Nulla è più vero del concetto "gratis è bello". Basta che qualcosa sia lì alla portata di mano e sia in omaggio, che subito acquista un fascino irresistibile. Lavorando qualche giorno ad un convegno in un hotel, ho avuto modo di osservare questa peculiarità del genere Homo sapiens sapiens, di non sapersi sottrarre al rito di questi piccoli furti innocenti, dell' appropriarsi di un bene inutile con la sola giustificazione del suo essere gratuito. Il la mi è stato dato dal vaso delle caramelle poggiato sul banco informazioni: timidamente lo sguaRdo si posa sulla cupola di colorate palline di zucchero, e alla domanda "posso?", invece di vedere pollice ed indice selezionare rapidi la caramella, nella maggior parte dei casi un artiglio s' immerge rapido nella ciotola per depositare in tasca un pugno di dolciumi. Son lì apposta no? "Queste per dopo" (dopo? dopo cosa? la carestia? il disastro atomico? la dieta?).

Quando si è invitati a casa di qualcuno, nel bagno di servizio non è difficile imbattersi nei flaconcini e nelle saponette degli hotels. E mentre ti lavi le mani, non puoi non immaginare la scena di persone che tirano all' inverosimile la zip della busta della toilette per far stare, oltre alle loro cose, i mini shampoo e balsamo, la crema corpo e il bagno schiumama. Poco male, il peggio è quando dell' hotel è anche l' asciugamano con cui ti stai asciugando le mani. O quando in sala trovi una collezione di portacenere alquanto singolare, ce si accompagna al racconto di come, tra gli anni "70 e "80, fosse una continua sfida far sparire da alberghi e ristoranti ciotole di ceramica e cristallo.Mi è stato persin riferito di qualche signora che presso il particolarissimo ristorante Gold di Milano, ha sottratto la cartaigenica. Al bar di Gucci, nelle toilette, ho beccato una ragazza che ha tentato di intascarsi i profumi esposti, un altro signore che è stato così grato della coperta di cachemire che ti mettono in grembo d' inverno, che si è alzato e si è allontanato rincorso dalla cameriera.

Se un domani dovessi indagare sulla vita di qualcuno, prima ancora di cercare diari e agende, mi dirigerei verso il porta penne. Quante volte abbiamo firmato una bolla, l'assegno dal dentista, ci siamo imbattuti nell'assicurato propagandista, e ci siamo portati via la penna? è divertente vedere come da una manciata di oggetti comuni si possa sapere se è morto qualcuno di recente( penna delle onoranze funebri), si ha la parabola(penna di Sky), si fa attività sportiva(penna della palestra),si è fatto controllare il contatore del gas(penna dell' Enel) e via dicendo.

Al bar mi succede spesso di veder sparire i cucchiaini, e una volta mi sono persino accompagnata ad uno di questi singolari collezionisti. Che poi è davvero raro che al bar ci siano dei bei cucchiaini che valga la pena sottrarre, se ne mettono a disposizione di design è altrettanto raro che ti perdano d'occhio. Altro furto da bar è lo zucchero, le bustine stampate, anche qui altra collezione. Vengono selezionate le mancanti, che possono essere anche cinque o sei, e si esce, seguiti dallo sguardo perplesso e stizzito del barista.

La parola omaggio genera davvero nelle persone i bisogni più impensati, le voglie più inutili. Se andate ad una fiera di settore, come ad esempio il Cosmoprof di Bologna, dove un buon numero delle aziende ha stand in cui non c'è vendita diretta al pubblico privo di partita iva, vedrete le persone girare con borse di carta stampata piene zeppe di volantini e brochure, che per quanto belle, colorate e accattivanti, rimangono schede informative che nel 90% dei casi non verranno nemmeno lette. L'anno che lo stand presso cui stavo ha realizzato dei bellissimi sacchetti tricolore (che comunque sacchetti di carta rigidi rimangono), sono andati più a ruba dei prodotti, chi acquistava sperava di aver diritto di partire dal padiglione con sacchetti in più da dividere tra amici e parenti.

E la caccia all'inutile è diventata anche virtuale: quante app abbiamo scaricato unicamente perché gratuite? quanti giochi demenziali affollano le memorie degli smatphone? tipo "Ibeer", per fingere di bere una birra, "hold on", una gara di resistenza a chi tiene il tuch screen premuto più a lungo, "Iblackout" che fornisce una torcia che non illumina, "Ifarth" (che non starò qui a spiegare), per citarne solo alcuni.

A caval donato non si guarda in bocca. Se non è specificatamente detto che possa usufruire di un bene solo all' interno dello spazio in cui mi viene offerto, perché non portarlo via con me. E le case e le scrivanie si riempiono di cose inutili e di scarso valore, piccoli trofei e ciarpame.

"Ma era gratis".

venerdì 11 gennaio 2013

TENTAR NON NUOCE (COME OGNI ANNO)

Ormai gennaio ha ingranato. C'è stata l'ultima mangiata di dolci della befana, l' albero e gli addobbi sono stati rimessi in soffitta, i bambini sono tornati a scuola e la routine si e' ristabilita...insomma non ci sono piu'scuse per rimandare la messa in atto dei buoni propositi.quelli degli italiani sono sempre gli stessi secondo le statistiche...
-la dieta.
"Ah basta,tengo via giusto un bocconcino di panettone per San Biagio e basta".con un sacco si vanno a stanare i dolciumi arrivati in casa con le feste ( magari si mette insieme un pacco per far ingrassare l amica secca, della serie per sentirti più magro ingrassa i tuoi amici).ci si abbona a viver sani, saper vivere, silhouette.In gita al Mediaword con i saldi si torna a casa con vaporiere e centrifughe(inaugurate con una dieta detox tutta da bere degna della starlet di turno,che pero' allunga tutto con un bel bicchierone di vodkalemon). E dopo due giorni che sei chiusa in bagno il 78% della tua giornata, hai gia' fatto i baffi alla Lambertucci su sani e belli, davanti ai reality inciti la famiglia xL a mangiarsi anche il nutrizionista, e hai deciso che tanto avevi in cuor tuo preso in considerazione l' idea di non mettere più pantaloni. -muoversi di più.
5anni fa ti avevano regalato il cardio frequenzimetro e decidi che e ha maturato abbastanza dentro la sua bella scatoletta. Vai al Dechatlon poco convinto, e poi contagiato dall entusiasmo di un addetto pagato a commissione,esci pronto per la maratona di NY.e decidi di iniziare con il jogging perche' di confrontarti con i fusti da palestra prima di aver eliminato la pancetta non ne vuoi sapere. E una mattina pronti via.nel freddo di gennaio cominci a zompare per le strade con la play list adrenalicna che nn ti fa accorgere che a momenti ti investono. Balzi di fianco e ti storti la caviglia, ti viene un crampo e hai mal d orecchie che nessuno ti ha avvertito di mettere un cappellino. Hai il fiatone manco fumassi come un turco e le vesciche per un calzino troppo corto. Sconfitto torni a casa, ordini un revival di jane fonda e intanto cerchi su internet la rimozione chirurgica dei rotolini o canti a squarcia gola "Rosalina" di Concato. -dedicare più tempo al partner.
I signori uomini si preparino a "Nove settimane ammezzo" e ad "Orchidee selvagge" per San Valentino. Le signore a domeniche di colazioni a letto. Poi si cucina insieme, si va al cinema una volta la settimana o si guarda un film abbracciati sul divano.lei guarda la partita fingendo di capire il concetto di fuori gioco, lui annuisce poco convinto mentre al centro shiatzu spiegano i passaggi dello yoga di coppia...poi lei comincia ad avere mal di testa, ad irritarsi per il piumino coperto di briciole di brioches, ad addormentarsi davanti alla partita e a girare durante il break per sbirciare la replica di Grey's Anatomy facendogli perdere le interviste ai cronisti.lui dopo lo yoga si lamenta del dolore anche se sbadiglia, lei abbracciata durante il film gli fa caldo, al cinema e' lotta tra film impegnato e fantascienza, commedia e triller. Lui vuole ricominciare a mangiare i carboidrati, e lei e'stufa di dover lavare sette padelle per fare una scaloppina con contorno. -non arrabbiarsi.
E cominci bene, sorridendo in auto a chiunque ti strombazzi, vedi il bicchiere mezzo pieno nel parcheggiare nell ultimo posto fuori dal forum di Assago che devi cercare la navetta per attraversarlo in meno di mezz'ora. Ignori la collega che mastica la gomma come la pupa del gangster, mediti e ripeti i mantra di Siddharta quando alla macchinetta del caffe' quello davanti si gira di scatto e ti investe con la calda broda indelebile. Poi una mattina ti trovi un brufolo tipo terzo occhio, esci con le scarpe di camoscio e inizia a piovere, arrivi in ufficio e non hai i soldi per il pranzo, tornando a casa la vecchietta di 145 anni che ha superato il rinnovo della patente (probabilmente sacrificando la pensione) non ti da la precedenza e ti viene addosso, lui ha organizzato una serata birra e partita con gli amiconi che non sopporti...e ricominci a digrignare i denti sentendo Mr Hide che si ripresenta... Buon anno a tutti, con l augurio di riuscire nei vostri propositi...